Fughe per il Weekend

Weekend a Barcellona: cosa vedere in 3 giorni

Erano quindici anni che non tornavo  a Barcellona (eccetto uno scalo lungo un paio di anni fa) e riscoprirla è stato un vero piacere. Sì, direi che questa è la parola giusta da usare per questa città: è un piacere passeggiare tra i suoi ampi Passeig, così come è un piacere scoprire l’anima dei suoi diversi quartieri, ora moderni ora antichi, per non parlare del piacere di assaporare le squisite tapas. Vi racconto il mio weekend a Barcellona e vi do un po’ di dritte per organizzare il vostro.

I voli low cost per Barcellona 

Ryanair vola su questa città con degli orari veramente comodi, da Bologna parte il venerdì sera con rientro la domenica, c’è quindi modo di godersi l’intero fine settimana. Si atterra comodamente a El Prat e dall’aeroporto si raggiunge il centro di Barcellona con l’Aerobus che parte proprio all’uscita dei terminal (conviene prendere già l’andata e il ritorno, 10,20 euro). L’ultima fermata è a Plaça Catalunya, da dove si possono raggiungere tutte le destinazioni a piedi o in metro. In realtà la metro si può prendere anche dall’aeroporto, dipende sempre da dove alloggiate.

Dove dormire a Barcellona?

Io vi consiglio di stare in zona Passeig de Gracia/Plaça Catalunya perché siete comodi per muovervi in tutta la città. Noi abbiamo dormito all’Hostal Eden in via Balmes 55, a 50 metri dalla metro passeig de Gracia. La struttura è piuttosto spartana e le camere decisamente basic, però è pulito, c’è l’aria condizionata, il wi-fi anche in camera e costa 60 euro a notte in due, che per il centro città è un buon prezzo.

La Rambla

Siamo arrivati venerdì tardi e affamati così ci siamo tuffati alla ricerca di un localino dove mangiare le tapas. Va tenuto in conto che più state vicino alle zone turistiche più i prezzi sono alti e spesso la qualità non è eccelsa, però ci sono sempre i menù esposti fuori quindi dateci un’occhiata prima di sedervi. Ci siamo fermati in uno di quei caffè lungo la Rambla de Catalunya, tutti graziosi con i tavoli fuori e una bella atmosfera. Quello che incide di più sul costo sono i cocktails (un mojito costa dappertutto intorno ai 10 euro) ma devo dire che abbiamo provato la tapa di pulpo più buona di tutto il viaggio, tanto che abbiamo chiesto il bis (costo cena sui 30-35 euro a testa).

Casa Batlló

La mattina, dopo una colazione a base di caffè e churros, abbiamo iniziato il nostro itinerario per visitare Barcellona in due giorni: la prima tappa è stata Casa Batlló, uno dei capolavori assoluti di Antoni Gaudì e la mia opera preferita dell’architetto. I biglietti si acquistano comodamente on line (conviene per evitare la fila) e l’ingresso comprende anche l’audioguida, una delle chicche della visita perché permette, grazie alla realtà aumentata, di osservare com’era l’abitazione ai tempi di Gaudì.

Se l’esterno colpisce per il suo tetto “squamato” e le forme che ricordano un mare quieto, l’interno è stupefacente: ogni angolo di questa casa racchiude un significato, è stato studiato per una funzione precisa e per contribuire ad alimentare la sensazione di navigare nel mare.

La luce inebriante che entra dalle enormi finestre delle sale private della famiglia Batlló; i soffitti che sembrano dei vortici d’acqua; le forme arrotondate dei corrimano della scalinata e le ciminiere della terrazza dove osservare la colonna vertebrale del drago ucciso da San Giorgio: tutto in questa abitazione ha il potere di conquistarti e lasciarti senza fiato per la perfezione e l’assoluta armonia.

Barceloneta

Il nostro giro è proseguito con l’immancabile passeggiata sulla Rambla, dove entrare in contatto con la vivacità e il cosmopolitismo della città, un percorso a piedi che conduce fino a Barceloneta, il quartiere affacciato sul mare, che questa volta ho avuto occasione di visitare con più attenzione.

Oltre la zona del porto dove spiccano alcuni edifici moderni della città come il Maremagnum, un centro commerciale e il W Barcelona, un hotel di lusso, inizia un lunghissimo lungomare dove passeggiare costeggiando la spiaggia, piena di localini e bar, animata un po’ a tutte le ore del giorno e della notte. Basta però addentrarsi verso l’interno per scoprire un dedalo di viuzze assolate e decisamente più popolari dove osservare palazzine con la biancheria stesa al vento, piccoli caffè con gruppi di vecchi amici che bevono una birra tra le risate e pittoreschi Tapas bar, dove assaggiare tante specialità della cucina catalana e gallega.

Sagrada Familia

Alle 17 ci aspetta la visita guidata alla Sagrada Familia ma prima di raggiungerla attraversiamo a piedi il caratteristico Barrio Gotico, il centro della città vecchia di Barcellona, con i suoi affascinanti monumenti come la Cattedrale e i pittoreschi vicoli lastricati.

Anche in questo caso vi consiglio di acquistare il biglietto on line e di prendere l’audioguida. La visita guidata non mi ha entusiasmato. Quello che invece mi ha lasciato senza parole sono gli interni della basilica, che 15 anni fa erano ancora e in gran parte incompleti e che invece ora sono quasi conclusi.

La maestosità dell’ambiente e ancor di più le enormi vetrate colorate che riempiono l’interno di una luce vellutata e calda contribuiscono a creare la sensazione di trovarsi da qualche parte vicino al Paradiso. Hanno definito Gaudì “l’architetto di Dio” e secondo me ammirando quest’opera è difficile non definirlo tale.

Mercado de la Boqueria

Una tappa d’obbligo va fatta al Mercado de la Boqueria, un enorme mercato coperto alimentare dove fermarsi a mangiare qualcosa ma anche solo curiosare tra le bancarelle. Ultima fermata verso la Sagrada è all’Arco di Trionfo, in stile mudejar, dal quale parte una passeggiata che porta fino al Parco della Cittadella, un grande polmone verde dove si possono trovare fontane monumentali, prati su cui distendersi, un lago e lo Zoo della città.

La Pedrera

La Domenica abbiamo proseguito la visita dei luoghi dell’architetto con il tour alla Casa Milà, detta la Pedrera (biglietto acquistato on line con audioguida inclusa). Non è a mio parere paragonabile alla bellezza di Casa Batlló ma è interessante soprattutto per la terrazza “visionaria”, con i suoi pavimenti ondulati, i comignoli che sembrano maschere e gli archi che incorniciano due luoghi simbolo della città: la Sagrada Familia e il parco del Montjuic.

Parc Guell

Non è viaggio a Barcellona senza una visita a Parc Güell, ultima tappa del nostro tour di Gaudì a Barcellona. Per raggiungerlo conviene prendere l’autobus 24 in partenza da Plaça Catalunya, che arriva proprio all’ingresso del Parco (circa una ventina di minuti), perchè la metro vi costringe a camminare in salita un bel po’ e sotto il sole non è il massimo. Altra cosa che vi consiglio è di acquistare il biglietto on line soprattutto per prenotare l’ingresso (costa peraltro 1 euro in meno). Dal 2013, infatti, se volete visitare il cuore del parco e le meraviglie di Gaudì, c’è un ticket da pagare. i posti sono contingentati quindi non aspettate l’ultimo minuto

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