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Il Monte Carpegna, i caratteristici ammassi rocciosi del Sasso Simone e Simoncello, decine di chilometri di sentieri attraverso una delle cerrete più grandi d'Europa... questo e tanto altro vi aspetta a Carpegna per una lunga vacanza o una gita fuoriporta a contatto con la natura!

Sasso Simone e Simoncello

Sasso Simone e Simoncello (c) Foto di Benito Vandi

Gli ammassi rocciosi del Sasso Simone e Simoncello, con il loro profilo unico, sono senza dubbio la caratteristica peculiare di Carpegna e dell'intero Montefeltro.

L'origine di questi ammassi rocciosi deriva dal deposito di sedimenti marini che sono affiorati e traslati dall'area tirrenica frammentandosi lungo la costa appenninica, dal Casentino al Monte Fumaiolo e fino al monte Titano.

L'origine del nome sembra sia da attribuirsi ad un eremita, Simone appunto, che su questo altopiano stabilì la sua dimora spirituale.

Dal 1994 il Sasso Simone (1204 m s.l.m.) e Simoncello (1221 m s.l.m.) fanno parte e danno il nome al Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello, che si estende per oltre 5.000 ettari nei comuni di Carpegna, Frontino, Montecopiolo, Pennabilli (RN), Piandimeleto e Pietrarubbia e alla Riserva Naturale del Sasso Simone nel comune di Sestino (AR).

Questi caratteristici ammassi rocciosi sono meta ideale di escursioni a piedi, in mountain bike o a cavallo, per assaporare appieno il contatto con la natura e scoprire luoghi dal sapore magico. Da Carpegna partono infatti tre sentieri principali per il Sasso Simone e Simoncello, CAI 119, CAI 17, CAI 118, con caratteristiche, lunghezze e topografia completamente differenti l'uno dall'altro.

La Città del Sole

A metà del XVI secolo Cosimo de Medici iniziò i lavori per un suo ambizioso quanto proibitivo progetto: edificare sull'altopiano del Sasso Simone una città-fortezza, a strapiombo sulla sottostante foresta con al suo interno tutto ciò che potesse servire allo svolgimento della vita comune. Il tutto finalizzato ad ottenere il controllo sui ducati e le contee confinanti, come si legge dalle cronache dell'epoca:

"Il Sasso è luogo della massima importanza perché è elevatissimo e inespugnabile, e perché sta sui confini del piviere di Sestino, del duca d'Urbino, dei conti Giovanni e Ugo di Carpegna, del conte Carlo di Piagnano, della Chiesa e di Rimini e perché chi vi edificasse un castello, come un leone fortissimo potrebbe annientare tutti gli altri castelli e luoghi circostanti senza timore di attacchi. In caso di timor di guerra è possibile specialmente di notte far segnali a Montauto di Perugia, al monte di Assisi, a Recanati, a Sassoferrato e a molte altre terre della Chiesa: in una notte si arriva di rocca in rocca a trasmettere il segnale fino a Roma e di lassù è anche possibile vedere molti luoghi della Dalmazia".

I lavori di edificazione delle strutture per ospitare oltre 300 abitanti iniziarono il 14 luglio 1566 ma Cosimo de Medici, che probabilmente si ispirava alla vicina fortezza di San Leo, non aveva probabilmente considerato l'altitudine più che doppia del Sasso Simone. I 1200 metri infatti si fecero sentire nei gelidi inverni e tanto gli abitanti quanto i soldati resistevano sempre più malvolentieri sulla "Città del Sole".

"La piccola glaciazione" di inizio '600, che portò con se inverni sempre più lunghi e freddi, spense gradualmente il sogno mediceo e nel 1674 la città era completamente diroccata.

Di quell'ambizioso progetto sono tuttavia ancora visibili alcune parti delle murature e le cisterne sotterranee, ancora stagne e piene d'acqua.

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Monte Carpegna

Foto di Toni Pecoraro - WikipediaRiconoscibile fin dalla costa adriatica per via delle sue striature calcaree, il monte Carpegna svetta sul Montefeltro fino a 1415 m s.l.m.

La fitta vegetazione è prevalentemente popolata da pini neri d'Austria e abeti, frutto di un rimboschimento dei primi anni del '900, quando l'ammasso montuoso era pressoché spoglio di vegetazione e costituiva quindi un pericolo per l'abitato di Carpegna.

Anche il monte Carpegna è all'interno del Parco Interregionale del Sasso Simone e Simoncello e come i due ammassi rocciosi è meta ideale per ogni tipologia di escursionismo, con decine di chilometri di sentieri che si intrecciano e portano ai prati sommitali, da cui è possibile godere di una fantastica veduta della costa adriatica, da Ravenna al Conero e, nelle giornate più limpide, scorgere perfino i Sibillini o uno scorcio umbro nei pressi di Gubbio.

In particolare il monte Carpegna, o più semplicemente "il Carpegna", è meta di migliaia di ciclisti che scalano i 22 tornanti che dal centro di Carpegna portano sulla vetta e che sono stati per anni terreno di allenamento del grande Marco Pantani.

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Il Cippo di Carpegna

Casa Forestale loc. Cippo, foto Comune di Carpegna

Situato circa a metà strada tra l'abitato di Carpegna e la vetta del monte, il Cippo del monte Carpegna prende il nome dal monumento eretto in memoria di Sandro Italico Mussolini, nipote del Duce prematuramente scomparso di leucemia a 20 anni.

Sempre in località Cippo, ultimo luogo aperto al traffico, è presente il Museo della Pineta, ricavato da una ex-casa forestale, in cui è possibile osservare, ascoltare e toccare i "segni" caratteristici della bosco che ricopre il monte Carpegna: registrazioni audio dei versi degli animali selvatici, segni distintivi degli animali che popolano il bosco, stratigrafia delle piante e tante altre piccole curiosità.

In questo luogo è stato eretto, dall'artista locale Francesco Maria Tigli, anche il monumento celebrativo a Marco Pantani, che su queste strade sovente si allenava prima delle sue grandi imprese nelle corse a tappe.

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